L’articolo 32 del decreto legislativo 62/2024 ha previsto delle misure di formazione per i soggetti che a vario titolo sono coinvolti nella valutazione multidimensionale ed elaborazione del progetto di vita per accompagnare la fase di sperimentazione e di avvio della riforma. La norma prevede anche attività formative dirette a chi è coinvolto nell’attivazione della valutazione di base, al netto della formazione che Inps specificatamente svolge per i suoi dipendenti impegnati nelle unità di valutazione di base.
Un’indicazione importante della norma è che l’attività formativa sia “integrata”, quindi non strutturata per singole categorie di destinatari, ma condotta attraverso un confronto tra i vari soggetti coinvolti (professionisti, sociali, sanitari, educativi e del collocamento mirato, oltre che persone con disabilità e rappresentanti delle organizzazioni di promozione dei diritti delle persone con disabilità e dei loro familiari), imparando a lavorare in gruppo (così come richiede la riforma), allineando linguaggi e approcci.
Per disciplinare questa attività formativa, che fa capo al Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità , è stato emanato il decreto 14 gennaio 2025, n. 30 con il quale si sono regolamentate le attività formative di carattere nazionale e si è anche stabilito di assegnare risorse alle Regioni perché attivino parallelamente anche una formazione di carattere territoriale in base alle specifiche proprie esigenze e prassi.
Pertanto, la formazione si sviluppa su due livelli:
- uno di carattere nazionale;
- uno di carattere territoriale, secondo quando strutturato dalle Regioni.
La formazione di carattere nazionale prevede varie misure di formazione diretta e di accompagnamento, tra le quali occorre ricordare:
- formazione asincrona sugli elementi di base per la conoscenza della riforma, attraverso percorsi videoregistrati (per quasi 25 ore di lezioni) con test di apprendimento;
- formazione in aula, simulando dei casi per la costruzione dei progetti di vita;
- materiale didattico, come learning object e altra documentazione di libera consultazione;
- pubblicazione di un manuale operativo sull’intera disciplina del decreto legislativo 62/2024;
– pubblicazione di toolkit per persone con disabilità e famiglie sulla valutazione di base, sul progetto di vita e la loro partecipazione, anche in formati accessibili, tra cui anche in linguaggio easy-to-read;
– comunità di pratica per gli operatori che vogliono confrontarsi su specifici temi.
Tali attività vengono garantite dal Dipartimento attraverso anche un gruppo di esperti nominati dal Ministro per le disabilità e con il supporto logistico di Formez Pa — Centro servizi, assistenza, studi e formazione per l’ammodernamento delle PA .
Nel corso dell’ultimo anno sono state già garantite, per i territori che stavano per partire in sperimentazione, 99 giornate formative per oltre 650 ore di aula, a cui hanno partecipato 3.000 persone in presenza e circa 500 da remoto, oltre a due webinar della durata di 6 ore sulla valutazione di base e sulla valutazione multidimensionale ed elaborazione del progetto di vita.
Già nei primi due mesi del 2026 saranno attivate altre 66 giornate formative in 33 sedi e sarà reso disponibile, in maniera gratuita, oltre tutto il materiale caricato sulla piattaforma inerente alla riforma e alla formazione, il manuale operativo sia in formato cartaceo che in formato pdf accessibile.
Relativamente alla formazione strutturata dalle Regioni, si rappresenta che ciascuna Regione elabora una propria proposta formativa regionale secondo le linee guida indicate dal Gruppo di coordinamento nazionale per le iniziative formative per l’attuazione del decreto legislativo n. 62/2024. Tale proposta è soggetta all’approvazione del Gruppo di coordinamento, che una volta avvenuta determina l’assegnazione delle risorse alla singola Regione, affinché proceda nel corso del 2026 ad attuare quanto previsto.
Vi è infine da segnalare che per accompagnare la sperimentazione nelle prime province si è attivata un’unità di supporto territoriale per garantire un continuo dialogo tra gli organismi regionali e territoriali e gli uffici e gli esperti individuati del Ministro per le disabilità per condividere azioni di sistema volte a implementare l’attuazione della riforma sui territori e superare eventuali dubbi applicativi, soprattutto rispetto alla disciplina dell’elaborazione del progetto di vita.