Cosa è la Riforma
Le politiche sociali e per la famiglia hanno assunto un ruolo di crescente centralità nel dibattito e nella legislazione internazionale – grazie alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità – nella normativa dell’Unione europea e in quella nazionale.
Cosa è la Riforma
Stiamo vivendo un momento storico importantissimo, perché l’attuale Governo ha dato seguito a quanto richiesto dal PNRR: fare una riforma che invertisse il modo di intendere la condizione di disabilità nel rispetto di quanto previsto dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e, di conseguenza, rivoluzionasse anche il modo di strutturare i sostegni per le persone con disabilità.
Infatti, nel dicembre 2021, proprio in attuazione di una milestone del PNRR, era stata approvata la legge n. 227/2021 , con cui si delegava al Governo l’emanazione di uno o più decreti legislativi per:
- superare la visione della disabilità come esclusivamente riconducibile a una malattia o compromissione della persona (secondo il modello sanitario), per intenderla, invece, come il risultato dell’interazione tra la persona, pur in tal caso con delle compromissioni, e gli ostacoli che possono essere presenti negli ambienti che vive e che ne limitano la fruizione (secondo il modello bio-psico-sociale dell’ICF);
- pensare, quindi, che i sostegni per supportare il percorso di vita della persona con disabilità devono essere diretti anche a modificare i contesti (di lavoro, dei servizi pubblici, scolastici, ecc.) entro i quali la persona possa muoversi come tutti gli altri, senza ingiustificate limitazioni derivanti dalla propria condizione;
- garantire, al pari di ogni persona, la libertà di scelta dei contesti da vivere e delle traiettorie della propria vita, supportando tale libertà con gli idonei interventi;
- costruire percorsi per la persona con disabilità, partendo da ciò che è importante per lei e non da quanto decidono gli altri, specie con il c.d. progetto di vita.
Per attivare tutto questo, il Governo ha dato vita a tre decreti legislativi.
Il decreto legislativo n. 62/2024
- ha cambiato il concetto di disabilità, considerando che la persona con disabilità è innanzitutto una Persona e, in quanto tale, con i diritti intrinseci di tutti (quale quelli dell’autodeterminazione e libertà di scelta, nonché quello di perseguire il proprio percorso di vita, in ciò adeguatamente supportato);
- ha modificato tutti i precedenti accertamenti della condizione di salute (invalidità civile, sordità e cecità civile, disabilità ai sensi della legge n. 104/1992 , disabilità ai fini lavorativi) riunificandoli in un unico procedimento di riconoscimento della condizione di disabilità, che mette al centro non più la malattia o la compromissione della persona, ma il funzionamento della persona, con una data compromissione, rispetto ai contesti e a quanto sostegno possa necessitare alla persona rispetto alla frequenza di tali contesti;
- ha cambiato la terminologia, passando da “disabile” o “handicappato” a “persona con disabilità”, dando centralità all’essere Persona;
- ha riconosciuto alla persona con disabilità il diritto a richiedere un progetto che sostenesse il suo percorso di vita, ossia il c.d. «progetto di vita»:
- individuale, definendo percorsi non standardizzati per il raggiungimento degli obiettivi di vita;
- personalizzato, declinando gli obiettivi di vita secondo le proprie attitudini, i propri desideri e talenti;
- partecipato, con il protagonismo della persona, supportata nell’espressione dei propri bisogni, desideri ed aspettative;
- ha disciplinato in via generale lo strumento dell’accomodamento ragionevole, per far applicare – nei casi particolari in cui un diritto (alla mobilità, al lavoro, ecc.) sia impossibile o difficile da esercitare con le misure di carattere generale – gli accorgimenti e le modifiche dei contesti utili per permettere alla persona di fruirne ugualmente, su base di uguaglianza con gli altri.
Il decreto legislativo n. 222/2023
- sulla scorta del nuovo modo di intendere la condizione di disabilità, ha introdotto il nuovo concetto di accessibilità, quale modalità di organizzare e strutturare i vari ambienti, compresi quelli virtuali inerenti ai servizi elettronici, in maniera tale da garantire alla persona con disabilità l’accesso ad essi e la loro fruibilità su base di uguaglianza con gli altri;
- ha, di conseguenza, introdotto misure per rendere accessibili i servizi pubblici sia quelli erogati direttamente dalle pubbliche amministrazioni sia quelli erogati dai c.d. “concessionari”(per es. il trasporto pubblico erogato da un ente gestore a cui è affidato tale servizio);
- ha disciplinato le competenze che deve avere colui che ricopre l’incarico di responsabile del processo di inserimento lavorativo delle persone con disabilità nelle pubbliche amministrazioni, dovendo garantire accessibilità al lavoro.
Il decreto legislativo n. 20/2024
- ha istituito l’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità;
- permette, con l’intervento dell’Autorità Garante, di prevenire discriminazioni che escludono o restringono la partecipazione delle persone con disabilità ai vari contesti di vita o l’accesso ai servizi;
- permette, con l’Autorità Garante, anche di rimuovere barriere che illegittimamente restringono l’esercizio dei diritti delle persone con disabilità, proponendo soluzioni, anche sotto forma di accomodamento ragionevole;
- conferisce all’Autorità Garante il potere di accertare se vi sono illegittime limitazioni di agire per le persone presenti in centri diurni o residenziali.
I tempi della entrata in vigore della riforma
I decreti legislativi n. 222/2023 sull’accessibilità e n. 20/2024 sul Garante sono già integralmente in vigore.
Il decreto legislativo n. 62/2024 prevede la sua entrata in vigore integrale e per tutto il territorio nazionale a partire dal 1° gennaio 2027. Intanto, già nel corso del 2025 e del 2026, il decreto legislativo n. 62/2024 è entrato in vigore, progressivamente e in via sperimentale, per 60 province d’Italia, introducendo le nuove procedure di riconoscimento della condizione di disabilità e la disciplina del progetto di vita. Ma comunque nelle restanti province (non in sperimentazione fino al 31 dicembre 2026) si trovano già vigore le norme inerenti alla nuova terminologia in materia di disabilità, il ricorso allo strumento dell’accomodamento ragionevole e, per la definizione dei “progetti individuali” precedenti al “progetto di vita” introdotto dal decreto n. 62, l’autogestione per la persona con disabilità delle risorse attivate per gli stessi.